Le abilità sociali

Le abilità sociali

Pubblicato da: Categorie: assertività, La comunicazione

La competenza sociale o assertiva è data dall’abilità di un individuo nel riuscire a comunicare in modo aperto e chiaro con gli altri, riuscendo a soddisfare bisogni, diritti, motivazioni e aspirazioni con fare ragionevole senza procurare danno a istanze simili degli altri individui. Si esplica attraverso il repertorio sociale della persona che è costituito da elementi di espressione verbali e non verbali.

Renato Guttuso – liberté, egalité, fraternité

L’abilità sociale è, dunque, la capacità di utilizzare in modo efficace i canali della comunicazione interpersonale. Essa è il fattore motore dell’agire individuale nella socialità umana.

Cominciamo ad apprendere queste competenze sin dalla nascita, a partire dalla relazione con le figure di riferimento familiare, è un processo che dura tutta la vita, le cui fasi fondamentali, si dispiegano dall’età neonatale a tutta l’adolescenza, da zero a vent’anni.

Nelle persone timide, il proprio repertorio sociale è generalmente piuttosto ridotto se non assente, ciò è motivo di ulteriore disagio poiché rendendo difficile la comunicazione e l’espressione di sentimenti, emozioni e idee, limita fortemente la costruzione di relazioni sociali. La carenza di abilità sociali è povertà di capacità assertive. Le cause di tali insufficienze sono di carattere cognitivo e comportamentale, vale la pen

Comunicazione verbale e assertività

Comunicazione verbale e assertività

Pubblicato da: Categorie: assertività, autostima, La comunicazione

Le persone timide, così come accade in tutte le forme di ansia sociale, hanno generalmente scarse abilità nelle comunicazioni verbali. Problemi che i soggetti timidi vivono con notevole disagio che induce, in loro, ad avere comportamenti astensionisti nelle situazioni di gruppo in cui vi sono attività conversative. 

Max Ernst – la prima parola chiara

L’astensione verbale nelle attività discorsive non è, però, l’unico effetto di tale disagio; infatti, l’individuo timido tende a sviluppare disinteresse verso molte tipologie di conversazione e temi di discussione, soprattutto verso gli argomenti leggeri e d’intrattenimento in cui maggiormente si manifesta la difficoltà comunicativa. 

Altro fenomeno indotto è l’estraniazione mentale dal contesto, l’ansioso sociale comincia a macinare pensieri che nulla hanno a che vedere con la discussione in atto, attività tipica delle persone che stanno da sole. 

Insieme al disinteresse talvolta si sviluppa un sentimento di repulsione verso alcune tipologie di conversazione, generalmente, nei confronti delle chiacchierate frivole e su cui, il soggetto timido, costruisce teorie riguardanti il loro scarso valore culturale, la banalità, l’inutilità; a essere oggetto di queste teorie finiscono con l’essere anche le persone coinvolte in queste chiacchierate e considerate superficiali.  Le teorizzazio

La comunicazione nei soggetti timidi

La comunicazione nei soggetti timidi

Pubblicato da: Categorie: I problemi delle persone timide, La comunicazione

Le persone comunicano a prescindere dalla propria volontà.

Ciò vale anche per le persone timide. Lo fanno attraverso la postura, l’espressione del viso, dello sguardo, con l’evitare di guardare in faccia, con il parlare logorroico o con il non parlare affatto, la posizione abituale della testa, gli estenuanti silenzi nelle discussioni, l’incertezza delle proprie azioni, l’esitazione nel prendere decisioni, l’uso della terza persona nel linguaggio quando si vuol svolgere una critica, l’apparente stato di assenza sia quando si è con gli altri, sia quando si è da soli, la tendenza a comportamenti passivi o talvolta aggressivi che danno un’idea di nervosismo, con le tipiche manifestazioni fisiologiche dell’ansia.

Salvador Dalì – l’uomo invisibile

Il primo assioma della comunicazione elaborato da Watzlawick, afferma che non è possibile non comunicare: qualsiasi cosa faccia una persona, comunica indipendentemente dalla propria volontà. Facci caso, per ogni individuo che incontri o vedi o per ogni sua azione, ti fai un’idea – sia pur schematica e grossolana – della sua persona, anche se non la conosci e se non ci sono stati scambi verbali. La timidezza si manifesta anche in alcuni contenuti del “dire”, questo perché il soggetto timido spesso è privo di adeguati modelli di comunicazione, dovuto fondamentalme

La timidezza e il timore del contatto visivo

La timidezza e il timore del contatto visivo

Pubblicato da: Categorie: I problemi delle persone timide, La comunicazione, Le emozioni

Quasi tutte le persone timide, tra le situazioni che procurano loro ansietà, indicano quello di incrociare gli sguardi degli altri. Per molti è vissuto come rapporto di forza e, d’altra parte, per tanti, non riuscire a reggere lo sguardo altrui è dimostrazione di debolezza, talvolta costituisce uno di quei fattori che determinano i livelli gerarchici all’interno di un gruppo o nelle relazioni interpersonali. Probabilmente è anche il comportamento evitante più diffuso nella popolazione dei soggetti timidi.

Pellizza Giuseppe Da Volpedo – membra stanche

Gli occhi sono considerati uno strumento, per certi versi, diabolico. Appaiono ora come avidi lettori dell’intimità individuale, ora come comunicatori della profondità del nostro animo, ora come strumenti di sfida, di resa o di conciliazione.

La percezione di queste loro peculiarità fa degli occhi, organi da amare o temere. Nel caso degli individui afflitti da una qualche forma di ansia sociale, come la timidezza, gli occhi sono sostanzialmente da temere, proprio perché ritenuti capaci di andare al di là dei veli. Per una persona timida, incontrare lo sguardo di un altro individuo significa, , esporsi al suo sguardo indagatore, e giacché i timidi temono come la peste il giudizio altrui, essa vede nel contatto visivo un grave rischio di giudizio. Gli individui timidi vivono l’incrociare degli sguardi con un dup

Il repertorio comportamentale nella timidezza

Il repertorio comportamentale nella timidezza

Pubblicato da: Categorie: I comportamenti degli ansiosi sociali e delle persone timide, La comunicazione

Preciso subito che per comportamento intendo ciò che si dice e ciò che si fa, le espressioni e le azioni verbali o non verbali direttamente accessibili agli altri. Infatti, ciò che di ciascuno di noi non è accessibile alla conoscenza altrui, è quello che risiede nella nostra mente.

Bonechi – senza titolo

L’insieme di questi elementi di espressione utilizzati da un individuo, costituisce il suo repertorio comportamentale.  La capacità di una persona nell’utilizzare, in modo efficace, il proprio repertorio comportamentale determina il suo grado di abilità sociale.

In questa trattazione, ci interessano i comportamenti dell’uomo come soggetto sociale, cioè del suo modo di rapportarsi agli altri, di interagire nei vari ambienti, contesti e situazioni sociali. Il repertorio dei comportamenti sociali si acquisisce per apprendimento. Cominciamo ad apprenderli già a pochi mesi dalla nascita. Lo facciamo per similitudine, per imitazione, per associazione, ma anche per esplorazione. Ne consolidiamo la conoscenza, l’uso e il loro collegamento a situazioni ed eventi, attraverso l’esercizio, la loro continua ripetizione. Maggiore è la varietà dei comportamenti conosciuti e utilizzati, maggiore è anche la capacità di interagire in modo funzionale nelle varie situazioni sociali. È proprio quest’ultimo aspetto che ci permette di notare, nelle persone, la pre

Quando il timido dice “non mi so esprimere”

Quando il timido dice “non mi so esprimere”

Pubblicato da: Categorie: I problemi delle persone timide, La comunicazione, Origine e cause delle ansie sociali e della timidezza

Per tanti individui, il non sapersi esprimere, costituisce il fattore che caratterizza la propria timidezza. Il soggetto che vive questa condizione finisce con l’arenarsi nella costruzione dei rapporti interpersonali, egli si trova in una situazione d’impasse relazionale da cui non riesce a uscire, e quando ci prova, lo fa in modo goffo, impacciato.

James Ensor – rifiutata

Laddove non c’è la conoscenza della timidezza come fenomeno di disagio psicologico strutturato e causale, i comportamenti degli individui timidi sono oggetto di fraintendimenti, incomprensioni, generalizzazioni, etichettature, che producono emarginazione, comportamenti di bullismo e, in certi casi, anche sentimenti di fastidio, offesa o repulsione. Ciò accade anche perché i soggetti disagiati appaiono come espressione di modelli negativi culturali e sociali.

La carenza di competenze sociali nella comunicazione, è generata da un lato, da un mancato apprendimento di adeguati modelli di relazione verbale, e dall’altro, dal timore del giudizio altrui e sentimenti d’incompetenza personale.

Il mancato apprendimento è, chiaramente, strettamente collegato all’ambiente familiare e/o sociale in cui il soggetto è cresciuto, soprattutto nella prima infanzia e durante la fanciullezza; infatti, è proprio in quest’arco temporale della vita di un individuo, che si apprendono le forme di comunic

Utilità e danno delle conversazioni banali

Utilità e danno delle conversazioni banali

Pubblicato da: Categorie: Affrontare l’ansia sociale e la timidezza, I problemi delle persone timide, La comunicazione

 

Molte volte incontrando un conoscente si esordisce con frasi del tipo: “Ciao, come stai?”, “hai visto che bella giornata?”, “come vanno le cose?”, “tutto bene?”; così come sovente le conversazioni vertono su argomenti leggeri come lo sport, il cinema, il clima, il pettegolezzo.

Il linguaggio verbale non sempre ha lo scopo di esprimere sensi e significati, idee e pareri. Ad esempio, nel caso delle tipiche frasi d’esordio, il linguaggio verbale è proteso a stabilire un contatto, a rompere il ghiaccio, a trasmettere il desiderio di relazione, in questi casi il contenuto dell’escursione verbale equivale a implicite dichiarazioni d’intenti, di apertura all’esterno, di disponibilità, pertanto quel che si dice, ha un’importanza relativa, oppure non l’ha affatto, perché lo scopo è di dare l’avvio ad una situazione relazionale.

Le cose sono diverse a conversazione già iniziata. Gli argomenti leggeri sussistono per una serie di condizioni:

Pompei – Villa del Cicerone

Quando parte o tutti i soggetti relazionanti sono orientati a vivere momenti di svago o relax.  Quando c’è una scarsa conoscenza degli interlocutori; in tal caso risulta difficile individuare gli argomenti graditi agli altri.  Quando gli individui presenti sono psicologicamente restii ad esprimere pareri, emozioni o sentimenti.  Quando l’introduzione di un